[…] non credevo che fosse possibile, ma così è accaduto. Dovevo scrivere un libretto su commissione (un ricordo di un cineasta e la ricostruzione di una sua impresa catastrofica). Molte volte avevo riscritto l’incipit, perché la nenia che da questi si sprigiona, di solito, come un abracadabra, apre la porta eburnea del racconto, la cui chiave è una piuma. Giorni interi passati a ripassare le linee dell’indice, il cui dettato non si svolgeva mai: il titolo come un inviato di Medusa, un riflesso dei suoi serpenti aggrovigliati intorno al mio dito paralizzato (uno soltanto batte con insistenza la tastiera). Alcuni spostamenti, in luoghi diversi dalla mia casa, mi avevano convinto che soltanto spostandomi sarei riuscito a far sobbalzare il dito della scrittura. Già a Roma, in un comodo alberghetto vicino alla stazione, in una stanza di recente ristrutturazione, all’ultimo piano del palazzone che lo ospitava, ero riuscito a scrivere una pagina, poi distratto da altri richiami, che nella città eterna sono numerosi, non sono riuscito a proseguire. Al ritorno ho creduto che soltanto un’astrologa avrebbe potuto liberarmi dalla malia. Mi hanno segnalato infine l’ospitalità di San Marco di Montefalco (quello di Philippe e Carla, però): non so come sia potuto uscire questo nome in una conversazione tra amici, si parlava di svariati argomenti senza un nesso logico: di palo in frasca il tempo si consuma con allegria. Come passare del tempo utile lontano da casa, quali luoghi frequentare, dove rifocillarsi con piacere, spendendo poco, eccetera. Così, ho deciso di trasferirmi là per un mesetto: tentar non nuoce, mi sono detto. Ad ottobre il clima è meraviglioso: in quelle stanze da cui si sentono soltanto i fruscii delle foglie che arrossiscono, si può attendere con speranza che qualche beneficio sopravvenga. Così è stato per me: sarà per la squisita cortesia degli ospiti, sarà per il clima vendemmiale, sarà per le visioni del paesaggio, ma in poche settimane ho potuto concludere il mio lavoro. Sarò sempre grato agli ospiti di questo luogo, tornerò senz’altro appena l’occasione me ne offrirà il destro. Ora invio i più cordiali auguri natalizi. Roberto L.